La nostra mission

Le grandi innovazioni della storia non si possono fermare, e nemmeno ignorare.
Si possono solo usare meglio, o peggio.

L'intelligenza artificiale è già entrata nelle nostre vite interiori. Milioni di persone la usano ogni giorno per parlare di sé, delle proprie emozioni, delle proprie paure.
Davanti a un cambiamento così profondo nascono spesso due fronti: chi lo abbraccia senza riserve e chi lo rifiuta del tutto.

Noi crediamo in una terza via.
Crediamo che il modo giusto di usare una tecnologia sia quello di abitarla con senso critico, imparare ad usarla al meglio, e poi farne un utilizzo in linea con i propri valori e i propri obiettivi, facendola rispondere ai bisogni del nostro tempo.

Quindi la domanda non è più “se” l’intelligenza artificiale entrerà nel mondo della salute mentale, ma “come” lo farà. Potrà farlo in modo destrutturato e potenzialmente molto dannoso, allontanando le persone dai terapeuti, oppure potrà farlo all’interno di un workflow clinico, in modo sicuro e guidato dal terapeuta e da criteri legali e deontologici sempre aggiornati.

Mindwave non nasce per inseguire l'hype o le mode di un mercato in bolla. Nasce per fare innovazione vera e utile, che segue criteri scientifici e porta risultati concreti e verificabili.

Ed è con questo spirito che stiamo avviando e vogliamo portare avanti collaborazioni con il mondo universitario: per fare ricerca, validare scientificamente ciò che costruiamo e sviluppare nuove tecnologie che aiutino psicologi e psicoterapeuti a prendersi cura dei loro pazienti.

Il principio cardine del nostro lavoro: la tecnologia supporta, non sostituisce. Il giudizio clinico, la relazione terapeutica e l'essere umano restano sempre al centro.